A prima vista: Altered Carbon

  • Genere: Syfy
  • Creatrice: Laeta Kalogridis, basandosi su “Altered Carbon” di Richard K. Morgan (2002)
  • Episodi: 10
  • Paese: USA
  • Distribuzione: Netflix
  • Data di uscita: 2 febbraio 2018
  • Data di uscita in Italia: 2 febbraio 2018
  • Attori principali: Joel Kinnaman, James Purefoy, Martha Higareda

Il momento per me di parlare di Altered Carbon è finalmente arrivato. E sapevo, fin da quando ho guardato il pilot, che sarebbe stata un’impresa piuttosto ardua. La difficoltà nel descrivere questa serie è dovuta sia al fatto che tutti ne hanno già parlato, sia al fatto che è difficile da decifrare, da rendere attraverso le parole. Questo, tuttavia, diviene automaticamente un punto a favore della serie stessa.

Altered Carbon è descritta come una serie cyberpunk distopica. Per chi non lo sapesse, il cyberpunk è una corrente letteraria e artistica sviluppatasi negli anni ’80, come sottogenere della fantascienza. Questo stile si concentra su tecnologie altamente avanzate, come la cibernetica, legate alla ribellione dell’ordine sociale rispetto a tali tecnologie.

Altered Carbon si può descrivere esattamente così: mette insieme tecnologie futuristiche e rivolte contro le novità portate da esse. Per rendere tutto verosimile, la serie si svolge nel 2.384. E’ un mondo in cui la memoria di un individuo risiede in una pila corticale, inserita tra le vertebre della spina dorsale. In questo modo, alla morte, tale pila può essere impiantata in un nuovo corpo sintetico, così che la persona possa continuare a vivere. E’ però anche un mondo in cui ricchi e poveri sono più divisi che mai e in cui i soldi procurano i migliori corpi sintetici possibili. Il protagonista è Takeshi Kovacs, un ex mercenario che viene risvegliato dopo 250 anni. Può scegliere se tornare a “dormire”, senza il possesso di un corpo, oppure se aiutare a risvolere l’omicidio di Bancroft, uno degli uomini più ricchi del mondo. E’ lo stesso Bancroft, ora in un nuovo corpo, ad assumerlo. Nel primo episodio, Takeshi, dopo aver per un attimo pensato di tornare a “dormire”, decide di aiutare nella risoluzione dell’omicidio per ottenere una nuova libertà.

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Così, questa serie unisce il syfy più pregiato con un classico giallo/thriller. Con la differenza che, se normalmente i detective e gli investigatori devono indagare senza poter contare sulla testimonianza della vittima, in questo caso la persona uccisa, Bancroft, è presente, vivo e vegento, per poter raccontare la sua versione dei fatti.

Dal punto di vista dello stile estetico, Altered Carbon, come praticamente qualsiasi altra serie ambientata nel futuro, ricorda Star Wars: caos, macchine volanti, palazzi giganteschi, grande divario tra ricchi e poveri, un governo potente e ingiusto e molto malcontento. La qualità è ottima, ben pensata, ma sembra naturale, considerando che Laeta Kalogridis, la sviluppatrice del progetto, cercava una casa di produzione da 15 anni prima di attirare l’attenzione di Netflix. Perciò ha avuto tempo di pensare e ripensare a come rendere al meglio una storia così complessa in una realtà così diversa dalla nostra.

La serie ha ricevuto principalmente critiche positive, sia da professionisti che da pubblico. All’interno del genere syfy e del sottogenere cyberpunk è molto ben costruita, con scene divertenti e ricche di dettagli fin dalla prima puntata – il combattimento nell’hotel ne è un perfetto esempio.

In questo caso non vale la pena discutere se valga la pena o meno di vederla: per gli amanti del genere è decisamente un must-see, mentre per chi non sopporta serie d’azione, futuristiche e distopiche è meglio rimanerne lontani. Per chi, infine, apprezza normalmente serie di questo genere ma non è un vero e proprio fan, vale la pena vederla, perché ha tutta l’aria di diventare una serie cult – destino comune a ormai molti altri progetti di Netflix.

  • Storia: 8/10
  • Recitazione: 8/10
  • Qualità: 8,5/10
  • Regia: 7,5/10

Ecco il trailer:

 

 

 

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