A prima vista: Waco

  • Genere: Crime
  • Creatore: John Erick Dowdle e Drew Dowdle , basandosi su A Place Called Waco di David Thibodeau e Leon Whiteson e su Stalling for Time: My Life as and FBI Hostage Negotiator di Gary Noesner
  • Episodi: 6
  • Paese: USA
  • Distribuzione: Paramount Network
  • Data di uscita: 24 gennaio 2018
  • Data di uscita in Italia: ?
  • Attori principali: Michael Shannon, Taylor Kitsch, Andrea Riseborough, Rory Culkin, Melissa Benoist, John Leguizamo

Waco è una mini-serie distribuita su Paramount Network a gennaio di quest’anno. E’ costituita da 6 episodi. Narra le vicende dell’assedio che si è tenuto per 51 giorni a Waco, Texas, nel 1993. Lo stallo che si è creato tra FBI e ATF da un lato e il gruppo religioso dei Davidiani dall’altro ha portato ad una sparatoria e ad un incendio fatali per più persone. La serie racconta il periodo precedente all’assedio fino alla sua conclusione, raccontando la storia da più punti di vista, ma osservando sempre i diretti interessati.

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Il vero incendio della casa di Koresh e dei Davidiani, 1993

I due veri protagonisti della serie sono David Koresh (Taylor Kitsch), capo della fazione religiosa, e Gary Noesner (Michael Shannon), specialista in situazioni con ostaggi dell’FBI. Entrambi, all’inizio, si trovano in una posizione di potere rispetto alle rispettive fazioni, ma con il tempo perderanno questo vantaggio e saranno vittime degli eventi. Taylor Kitsch, per questo ruolo, ha perso molto peso, si è fatto crescere i capelli e ha imparato a suonare la chitarra. La sua interpretazione di Koresh non è affatto male. Rispetto agli altri ruoli per cui Kitch è divenuto famoso, qui ha un approccio mai visto prima che lo rende quasi irriconoscibile, perché diviene un tutt’uno con il suo personaggio.

La serie era originariamente un progetto di The Weinstein Company, ma dopo le accuse di molestie sessuali a Weinstein e a tutte le conseguenze che queste hanno portato, la produzione ha eliminato qualsiasi riferimento dell’azienda all’interno della serie.

Il pilot di Waco comincia quasi inosservato, con calma, senza dare alcun indizio su ciò a cui porterà. Una padre viene svegliato da suo figlio, di prima mattina, per andare a correre insieme. Niente di strano. L’FBI sta cercando di risolvere uno stallo creatosi in una fattoria dove vengono commercializzate armi illegali. Niente a che vedere con quel padre e quel bambino. Poi, però, iniziano a formarsi delle crepe in queste due scene “qualunque”. Il padre del bambino è infatti proprio Koresh e non ha solo un figlio. Ne ha molti di più. Entra in una stanza e inizia a fare una predica, mentre decine di uomini e donne ascoltano attenti e affascinati. Lo spettatore, però, sentendo ciò che Koresh ha da dire, non è altrettanto affascinato. C’è qualcosa che non torna, nel suo monologo. I suoi seguaci, però, non lo capiscono. Con l’avanzare della puntata, i tratti più sinistri del credo religioso di Koresh e dei suoi diventano evidenti. Koresh è sposato con tutte le donne lì presenti ed è padre di tutti i bambini, perché il sesso è considerato solo qualcosa che tiene attaccati gli uomini alla loro forma terrena e lui ha avuto una rivelazione dopo la quale si è fatto carico della procreazione all’interno del gruppo, per liberare gli altri dall’incombenza del sesso. Vivono tutti in un casa, senza elettricità e isolati dal resto della società. Koresh cerca adepti tra persone sole e ignoranti, come è evidente quando invita a vivere con loro un ragazzo della zona che sembra non avere di meglio da fare (che poi è David Thibodeau, uno degli scrittori su cui hanno basato la serie e un vero sopravvissuto all’assedio). Tutto diviene sempre più inquietante. Fino alla fine dell’episodio, quando Koresh si accorge di avere un nuovo vicino di casa e non sembra per nulla contento della cosa.

Dall’altra parte, gli agenti dell’FBI iniziano a capire che c’è qualcosa di strano nella comunità dei Davidiani e indagano su di loro. Ma sono ancora lontani dal momento dell’assedio. Si capisce però che ci sono delle frizioni all’interno di FBI e di ATF e che stanno avendo luogo giochi di potere che non promettono niente di buono.

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Per uno spettatore che non conosce la storia dell’assedio di Waco, è difficile prevedere ciò che succederà, ma diviene certo quasi subito che la storia non può avere un lieto fine. Troppi elementi sbagliati e strani. Proprio per questo, almeno dal pilot, è difficile condividere l’opinione di quei critici che hanno considerato offensiva la descrizione positiva di Koresh che può offendere alcuni degli spettatori. Ma il modo in cui Koresh viene dipinto non è per nulla positivo. E’ evidente che ci sia del marcio, in ciò in cui crede e che, volente o nolente, abbia plagiato le menti dei suoi seguaci e le abbia manipolate fino ad ottenere da loro ciò che vuole.

Waco è una serie che vale la pena vedere, perché è molto breve e interessante e racconta, in modo piuttosto obiettivo, fatti accaduti veramente. Il fatto che sia ispirata a due scritti, uno di un sopravvissuto davidiano e uno scritto da un agente dell’FBI, porta a pensare che i creatori volessero una storia equilibrata tra i due punti di vista, senza dare un giudizio, ma lasciando allo spettatore la parola. Forse per questo sembra che venga data un’immagine positiva di Koresh, ma non è così. E’ più che latro un’immagine il più obiettiva possibile.

  • Storia: 8,5/10
  • Recitazione: 8,5/10
  • Qualità: 8/10
  • Regia: 8/10

Ecco il trailer:

 

 

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